COCKTAIL BELLINI: UNA STORIA DI SUCCESSO E PASSIONE

COCKTAIL BELLINI: UNA STORIA DI SUCCESSO E PASSIONE

Il Bellini, il cocktail veneziano amato in tutto il mondo

Storia:

Il capostipite di un’intera famiglia di sparkling che va dal Rossini (con purea di fragole) al Tintoretto (con succo di melagrana) nasce nel 1948. Inserito anche nell’ultima codificazione IBA ( International Bartenders Association) nella categoria “contemporary classics”, il Bellini è un omaggio a una mostra di quadri del Giambellino, il cui vero nome era Giovanni Bellini. La culla del nostro wine drink è l‘Harry’s Bar di Venezia fondato nel 1931, negli spazi di un’antica corderia, da Giuseppe Cipriani. Il locale di Calle Vallaresso 1323, a due passi da piazza San Marco, vanta un guest book da fare invidia. Tra le pagine si trovano le firme di celebrità come Arturo Toscanini, Guglielmo Marconi, Vittorio Gassman, esplosivo e depresso, Charlie Chaplin, Eugenio Montale, che mangiava con le mani e si inzaccherava tutto, Onassis, che rompeva i piatti, Somerset Maugham, Ernest Hemingway che all’Harry’s aveva un suo tavolo riservato nell’inverno tra il 1949 e il 1950 data di ultimazione del romanzo Di là dal fiume e tra gli alberi, in cui il bar veneziano è citato diverse volte.. l’insegna, come riporta il sito del bar, è un tributo all’americana Pickering, che donò 40.000 lire all’amico Giuseppe Cipriani in segno di riconoscenza per un precedente prestito 10.000 lire. Il resto è storia.

 

Un bel documentario del figlio Arrigo Cipriani. (attivate i sottotitoli in italiano) Testo tratto dal libro Cocktail Safari del nostro amico Stefano Ninchevich in vendita nello shop online Misterbubbles

Ricetta:

Non importa che sia la Bella di Cesena, la Rosa del West, la Bella di Castelforte o la Paola. Quello che conta per il Bellini è che sia soda, poco spigolosa, dolce ma non melensa. La pesca bianca è quella più indicata. Per essere più precisi, la polpa di pesca bianca,privata del nocciolo, passata nello schiacciapatate e corretta, per motivi di immagine, da alcune gocce di lampone, per questioni aromatiche, da lacrime di limone o da sciroppo di zucchero. Per evitare il ritorno di schiuma del Prosecco, che trasformerebbe il Bellini in uno schiumaparty, consigliamo di versare la polpa raffreddata nel mixing glass o in una caraffa, e successivamente di filtrare nella flùte.