La storia di Mr. Bubbles

Nati dalla passione.

Da un sogno londinese a un’idea artigianale tutta italiana. La storia comincia da qui.

Bubbles Spritz Lemon, la bottiglia sferica da 160 ml
Chi siamo

Il cocktail artigianale che stava mancando

Mr. Bubbles produce cocktail artigianali in monodose, pronti da bere, dentro le nostre Bubbles da 160 ml. In ogni bottiglia c’è la stessa cura di un barman che lavora al banco.

Non un prodotto industriale, non un compromesso: estratti di frutta fresca e distillati di qualità, pronti ovunque tu voglia berli.

Il bar è casa tua.
Anche quando casa tua è una spiaggia.
2014Anno di nascita
12Ricette originali
160Millilitri
100%Made in Italy
Una storia in nove quadri

Come si arriva a una bottiglia rotonda

Londra 1999, da Garfunkel's: cinque della brigata di sala abbracciati La brigata di Garfunkel's disegnata a fumetto

Il mestiere si impara dove si fa

Comincia nelle stagioni estive, dietro i banchi bar. Poi a Londra inizia da Garfunkel’s, al banco. Non un corso: un turno dietro l’altro, guardando le mani di chi lo faceva da vent’anni. Ed è lì che nasce la passione per la professione: barman.

La targa Flairway: un giglio araldico tricolore che è anche una bottiglia con il versatore, e sotto la scritta beverage solutions La targa Flairway disegnata a fumetto Verona, 2002

Flairway

Torna in Italia e apre la sua scuola di bartending: insegnare le nuove tecniche ai barman italiani, e far evolvere la miscelazione in Italia.

E sotto il nome, due parole: beverage solutions. Descrivono con dodici anni di anticipo quello che sarebbe arrivato. Non un corso: la soluzione a un problema di beverage.

Il banco bianco luminoso di Fun & Chic: Matteo in camicia e bretelle dietro il bancone, quattro ragazze in abito bianco con i cocktail in mano Il banco del catering disegnato a fumetto i servizi, dal 2002 Tre cocktail serviti a un catering: coppette dentro sfere di vetro, fiori commestibili alla base, il barman in camicia e bretelle dietro il vassoio I cocktail del catering disegnati a fumetto

E poi il catering

Il servizio cocktail di Fun & Chic: i drink e il servizio dentro qualsiasi evento, tra i primi in Italia a farlo coi guanti bianchi.

Poi arriva il fine settimana in cui le richieste sono tre, e i sabati restano uno. Il problema non erano i cocktail: quelli li sapevamo fare. Era essere in tre posti insieme, e il personale non si moltiplica.

L'aula di MixingLab: bancone da bar, sgabelli, schermo con International Bartending Masterclass L'aula di MixingLab disegnata a fumetto MixingLab, 2008

MixingLab, l’evoluzione della scuola

La scuola prende un nome suo, MixingLab, e un posto vero: bancone, sgabelli, due retrobanchi pieni di bottiglie e uno schermo per le masterclass. Non si insegna a fare i cocktail in un’aula con i banchi.

Passaci sopra: sotto il disegno c’è la fotografia vera.

Angostura Global Cocktail Challenge: Matteo in camicia e bretelle appoggia due cocktail gialli sul banco, dietro il fondale della gara La gara Angostura disegnata a fumetto in gara, 2013

Le gare e il jet set internazionale

Dal 2009 arrivano le competizioni internazionali, una dietro l’altra, e il giro dei barman di alto livello: si gira, si guarda come lavorano gli altri, ci si scambiano i segreti del mestiere e nascono amicizie con colleghi di alto livello. Si torna con l’asticella più in alto.

E in gara non porta un cocktail, porta una storia: personaggio, scenografia, un nome pensato. Il drink è il finale del racconto, non il contenuto.

Dodici mesi dopo nasce l’idea della bottiglia.

La prima Bubbles: sfera rossa con fascetta bianca verticale, Bubbles Americano Sour La prima Bubbles del 2014 disegnata a fumetto la prima, 2014 Il sigillo della prima Bubbles: bollino blu ottagonale con la scritta Fun & Chic Il sigillo Fun & Chic disegnato a fumetto

La prima si chiamava soltanto Bubbles

Sfera, fascetta bianca, il dominio sul collo. E sul tappo, a chiuderla, il bollino del catering: la bottiglia esce sigillata col marchio del servizio da cui è nata.

Il nome lo mette la gente: quelle sfere le chiamavano bombette. Da lì a Bubbles è un passo, e il nome insegue la cosa un’ultima volta fino a Mr. Bubbles.

L’idea era del 2010: quattro anni per arrivare a una bottiglia che si potesse servire davvero.

Se non posso venire a farti il servizio,
ti porto i miei cocktail alla tua festa.
Il listino Cocktail Delivery di Fun & Chic: la bottiglia sferica fra pompelmo, lime e maraschino Il listino del delivery del 2016 disegnato a fumetto il delivery, 2016

Il primo e-commerce in Italia di cocktail ready to drink

Il sito nuovo di Fun & Chic, e dentro un listino che nessun altro aveva: cocktail artigianali da asporto, scelti online e consegnati.

Dicembre 2016. Il delivery gira ancora sotto il nome del catering.

La prima bottiglia: sfera arancione con la fascetta bianca Bubbles e il bollino azzurro del catering La bottiglia del 2018 disegnata a fumetto 2018, la faccia nuova La bottiglia di oggi: la stessa sfera con il collarino ottagonale e il logo Mr. Bubbles stampato sul frontale La bottiglia di oggi disegnata a fumetto

Da Bubbles a Mr. Bubbles

Il marchio cambia faccia: via la fascetta bianca e il bollino del catering, il logo va stampato sul frontale, col nome per intero.

E arriva il collarino: si sfila e diventa un sottobicchiere. A casa ti porti anche quel pezzo di servizio che hai al bar. La sfera, quella, non si tocca.

Un corriere in bicicletta di spalle, con lo zaino termico che porta il logo Mr. Bubbles e la scritta cocktail a domicilio Il corriere in bicicletta disegnato a fumetto Verona, 2018

Il cocktail arriva in bicicletta

E va online il sito nuovo, misterbubbles.it.

E il cocktail comincia a muoversi da solo: a Verona lo porta a casa un ragazzo in bici, con lo zaino sulle spalle e il logo dietro. In tre mesi ne scrivono 2night, Bargiornale e L’Arena: il primo delivery di cocktail artigianali in Italia.

L’artigianalità non è un metodo di produzione. È una promessa al cliente.
Matteo, fondatore

01 Ingredienti scelti

Estratti di frutta fresca e distillati di alta qualità. Ogni ricetta è il risultato di anni di prove, non di un foglio di calcolo.

02 La bottiglia rotonda

La sfera trasparente in PET riciclato da 160 ml mostra il colore vero del cocktail. È il motivo per cui ci riconoscete da lontano.

03 Riciclato, e ancora riciclabile

PET che nasce riciclato e che si può riciclare di nuovo. Un cerchio, non una freccia disegnata sull’etichetta.

04 Pronto ovunque

Si versa sul ghiaccio e basta. Niente shaker, niente dosatori, niente da lavare dopo.

Un ottimo cocktail non lascia un cattivo retrogusto

Nemmeno al pianeta. Le Bubbles sono in PET riciclato, che può tornare a essere PET riciclato: il cerchio si chiude davvero, senza che serva raccontarlo con un bollino verde.

Bubbles Mojito Bubbles Cosmopolitan

Pronto a brindare?

Lo siamo anche noi.
Da un pezzo, veramente.
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